L’esplosione del meteorite del 5 marzo registrata dai sismografi dell’Osservatorio Meteo-Sismico ANC Carabinieri di Perugia

Percorso effettuato dalla Meteora

Il percorso del bolide si è sviluppato poco a nord di Perugia, per spegnersi nella zona del Parco dei Monti Sibillini.
di Daniele Gardiol
www.prismainaf.it

La sera del 6 marzo 2022, alle 19.52 ora italiana, migliaia di post sui social, segnalavano di aver visto un oggetto luminoso che aveva attraversato il cielo “verso est”, oggetto che, dopo alcuni secondi si era frammentato, esplodendo, come un gigantesco fuoco d’artifico.

Alle ore 19:55 locali del 5 marzo 2022, una brillante meteora ha illuminati ancora i cieli italiani, osservata da migliaia di persone.

Il bolide ripreso dalla camera di CHIONS, in Friuli

La meteora è stata registrata da nove camere della rete PRISMA, situate nel Nord e Centro Italia. Il meteoroide originale aveva una massa compresa tra i 10 e i 30 chilogrammi. Entrato in atmosfera con una bassa angolazione (15 gradi rispetto all’orizzonte), l’oggetto ha illuminato i cieli per circa 10 secondi, brillando quasi quanto la Luna piena. Stimiamo una massa residua, sopravvissuta quindi al passaggio in atmosfera, di circa 1kg. I calcoli per determinare il punto di caduta di eventuali frammenti sono in corso.

Percorso effettuato dalla Meteora
Zona esplosione con Stazioni in trigger
Foto Webcam Meteo Forli’ Cesena

Il filmato del meteorite come ripreso dalla webcam di Meteo Forlì-Cesena

Video
Trigger 15 stazioni
Trigger
Zona esplosione con Stazioni in trigger

Questa esplosione nel cielo, dopo qualche minuto (a seconda della distanza dalla deflagrazione) è stata seguita da un forte boato, avvertito distintamente in molte zone d’Italia. Un po’ come accade quando si genera un fulmine durante un temporale, la differenza di velocità della luce rispetto a quella del suono, fa si che ci sia latenza tra l’evento e la sua manifestazione sonora.

Stazione di Gubbio MCRS Da questo sismogramma si evince il momento della frammentazione in 3 pezzi

In questo caso, essendo l’atmosfera un fluido gassoso, oltre a quanto descritto sopra, l’esplosione del metorite ha generato un’onda d’urto che ha fatto “comprimere” il terreno, fatto che è stato registrato dai nostri sismografi presenti in Umbria e sull’Appennino centrale

Chiaramente, il tipo di forma d’onda che si è evidenziata sui drum dei nostri sismografi, non è assolutamente similare a qualla delle onde P o onde S, caratteristiche di un terremoto, e assomiglia molto, invece, a quella che si ha quando un fulmine si manifesta nei pressi di un sismografo.

Stazione di Norcia all’interno di un’edificio UNRC
Stazione USLL con maggiore accellerazione

Canale Est/Ovest accellerazione di 2.01 mm/s2 05/03/2022 18.58.23.880(UTC)

Michele Cavallucci
Vice Direttore – Osservatorio Meteo-Sismico di Perugia – ANC Carabinieri

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