AVVISO METEO

PRECIPITAZIONI SPARSE A FASI ALTERNE PROBABILMENTE FINO A GIOVEDI’ 25 APRILE, CON TEMPERATURE AL DI SOTTO DELLE MEDIE, SPECIE NEI VALORI MINIMI – Bollettino meteo del 20 aprile 2024 – ore 19.00


 

Correnti fredde ed instabili continuano ad affluire con diversi impulsi sulla penisola italiana mantenendo un tempo spiccatamente variabile-freddo con frequenti rovesci, temporali e anche nevicate a quote basse sia sull’area alpina che sull’appennino.  Le temperature di conseguenza hanno subito un vero e proprio crollo rispetto solo ad una settimana fa, portandosi al di sotto delle medie del periodo con rischio persino di locali gelate nelle aree interne del nord e centro, rischio che può essere scongiurato dalla presenza di nuvolosità o ventilazione vivace anche durante le ore notturne. infatti, la profonda ferita inferta da questa circolazione fredda sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, peraltro continuamente alimentata da correnti polari, è destinata a perdurare ancora per diversi giorni (almeno 5) con una variabilità a tratti perturbata associata a precipitazioni e le eventuali schiarite avranno carattere temporaneo; le temperature, in questo contesto freddo, rimarranno stazionarie su valori nettamente inferiori alle medie del periodo.

Sull’Umbria, le correnti fredde e il repentino calo termico hanno riportato la neve intorno ai 1000 metri sull’area appenninica e qualche pioggia sparsa altrove e fino ai primi giorni della prossima settimana non si intravede un miglioramento a questa situazione. Infatti, avremo una continua alternanza di annuvolamenti anche estesi e schiarite anche ampie e le temperature rimarranno su questi valori molto bassi per il periodo con rischio, non del tutto scongiurato, di locali gelate notturne, ma la nuvolosità o la ventilazione che dovrebbero essere presenti, potrebbero evitare questo rischio. Per quanto riguarda le precipitazioni associate a questi i annuvolamenti saranno sempre sotto forma di rovescio  oppure precipitazioni sparse, mentre  le nevicate continueranno ad interessare i rilievi appenninici intorno ai 1000 metri.